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A cura di Bibliolandia - Rete documentaria della Provincia di Pisa, 10 marzo 2016

La Grande Guerra nelle carte della Camera di Commercio di Pisa

La Fabbrica di concimi chimici Giuseppe Micheletti e Giusti di Pisa invia alla Camera di Commercio una copia della richiesta spedita al Ministero della Guerra di partecipazione alla produzione di munizioni
1915 luglio 25, AS Camera di Commercio di Pisa, Carteggio, Fondo Unico, 31.5

Questi documenti sono conservati presso l'Archivio Storico della Camera di Commercio di Pisa.

Il testo di questo contributo è tratto dal catalogo della mostra "La Prima Guerra Mondiale in Provincia di Pisa", a cura degli archivisti della Rete documentaria della Provincia di Pisa

L’ingresso nella Grande Guerra nel 1915 segnò un cambiamento fondamentale della produzione industriale italiana. Alla mobilitazione militare si affiancò in maniera significativa anche quella imprenditrice che impegnò le sue risorse nella fabbricazione di armi e munizioni. Con una circolare del 4 settembre 1915 il Sottosegretariato del Ministero della Guerra comunicò a tutte le Camere di Commercio d’Italia l’organizzazione dell’industria nazionale privata. Il Governo divise la nazione in sette zone affidate a Comitati Regionali e chiese aiuto alle Camere per ottenere dati indispensabili alla mobilitazione industriale, e cioè una statistica di tutti gli stabilimenti meccanici del territorio con indicato il numero dei torni a pedale o a motore elettrico nonché la distanza fra le punte.

Molte furono le industrie che videro questo evento come occasione per aumentare i loro profitti proponendosi di fornire tutte le risorse necessarie. Ne uscì fuori un elenco che la Camera di Commercio di Pisa inviò al Ministero della Guerra in cui furono inseriti tutti i dati necessari alla preparazione della statistica provinciale.

Ma le conseguenze della Guerra frenarono gli entusiasmi degli industriali, la maggior parte dei quali subì forti danni sia materiali che economici. Si istituì a Roma la Società Italiana d’Incoraggiamento all’Industria che tramite il Comitato Nazionale per i danneggiamenti della Guerra si propose di organizzare numerose iniziative creando una forte collaborazione di energie ed ingegni.

L’economia provinciale, quindi, subì forti cambiamenti che furono monitorati da tutte le Camere di Commercio attraverso le relazioni economiche annuali inviate dai comuni e dalle società industriali. Durante il conflitto infatti la produzione industriale dovette adattarsi a ritmi completamente diversi: fu per questo motivo che le Camere di Commercio richiesero a comuni e industrie di stilare una relazione annuale che descrivesse l’andamento dell’economia. Si nota in queste relazioni che in alcuni casi le fabbriche si avvicinarono al fallimento, altre invece aumentarono la produzione. 

Dalle relazioni comunali è possibile ottenere un quadro generale su quanti e quali tipi di industria siano sorte nel periodo in questione, quante fallirono e quante invece si svilupparono. Una delle cause di un andamento dell’industria così altalenante, fu la chiusura e apertura dei traffici commerciali internazionali. Oltre ad una guerra militare anche una guerra commerciale, dovuta alla chiusura delle frontiere e ai divieti di esportazione.

Se ne propongono due esempi in due ambiti completamente diversi. Lo stabilimento delle acque Uliveto ebbe maggiori problemi nella fornitura di alberghi e case di cura a causa del calo del turismo, e propose l’agevolazione del commercio internazionale. L’industria laterizia Leoncini di Pontedera ebbe un brusco arresto nella produzione proprio in concomitanza dello scoppio del conflitto ed augurò la vittoria dell’Italia nel più breve tempo possibile per poter nuovamente tornare allo stato di pace.

Due anni prima la chiusura del conflitto, nel 1916, le Camere di Commercio si organizzarono per la preparazione industriale al dopoguerra. Si riunirono consigli di cui facevano parte i grandi industriali del territorio, e si chiedevano proposte ai comuni a seconda le necessità del territorio.

 

 

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